Delle 38 attività che indicano un sito che non siamo riusciti ad aprire, 16 (42,1%) puntano a un dominio o a un server che non risponde, 8 (21,1%) aprono una pagina d'errore, 6 (15,8%) hanno un sito che ha fermato il nostro strumento con una protezione antibot, 4 (10,5%) non si collegano per un errore di rete o un timeout e 3 (7,9%) indicano un profilo social o un portale al posto del sito.
Un dominio che non risponde è di solito scaduto o rimasto senza hosting; una pagina d'errore è spesso l'indirizzo di un sito rifatto o chiuso, ma rimasto sulla mappa. Tra i profili e i portali indicati al posto del sito, il più frequente è Instagram (2). Le 6 attività con un sito protetto vanno lette a parte: il server risponde con una pagina antibot (codice 202 o 403), quindi il sito probabilmente si apre per chi lo visita dal browser, ma non abbiamo potuto analizzarlo. È un limite dello strumento, non un sito rotto: contandole, le attività con un sito funzionante salirebbero al massimo a 112, il 49,6%.
La quota di link verso un dominio che non risponde è sotto la media delle 73 città analizzate finora in Italia, che è il 47,6%.