Delle 35 attività che indicano un sito che non siamo riusciti ad aprire, 20 (57,1%) puntano a un dominio o a un server che non risponde, 6 (17,1%) non si collegano per un errore di rete o un timeout, 5 (14,3%) aprono una pagina d'errore, 2 (5,7%) indicano un profilo social o un portale al posto del sito e 2 (5,7%) hanno un sito che ha fermato il nostro strumento con una protezione antibot.
Un dominio che non risponde è di solito scaduto o rimasto senza hosting; una pagina d'errore è spesso l'indirizzo di un sito rifatto o chiuso, ma rimasto sulla mappa. Tra i profili e i portali indicati al posto del sito, il più frequente è Instagram (1). Le 2 attività con un sito protetto vanno lette a parte: il server risponde con una pagina antibot (codice 202 o 403), quindi il sito probabilmente si apre per chi lo visita dal browser, ma non abbiamo potuto analizzarlo. È un limite dello strumento, non un sito rotto: contandole, le attività con un sito funzionante salirebbero al massimo a 83, il 44,6%.
La quota di link verso un dominio che non risponde è sopra la media delle 135 città analizzate finora in Italia, che è il 47,2%.