Delle 32 attività che indicano un sito che non siamo riusciti ad aprire, 12 (37,5%) aprono una pagina d'errore, 9 (28,1%) puntano a un dominio o a un server che non risponde, 5 (15,6%) hanno un sito che ha fermato il nostro strumento con una protezione antibot, 2 (6,3%) indicano un profilo social o un portale al posto del sito e 2 (6,3%) non si collegano per un errore di rete o un timeout.
Un dominio che non risponde è di solito scaduto o rimasto senza hosting; una pagina d'errore è spesso l'indirizzo di un sito rifatto o chiuso, ma rimasto sulla mappa. Tra i profili e i portali indicati al posto del sito, il più frequente è Instagram (1). Le 5 attività con un sito protetto vanno lette a parte: il server risponde con una pagina antibot (codice 202 o 403), quindi il sito probabilmente si apre per chi lo visita dal browser, ma non abbiamo potuto analizzarlo. È un limite dello strumento, non un sito rotto: contandole, le attività con un sito funzionante salirebbero al massimo a 102, il 48,6%.
La quota di link verso un dominio che non risponde è sotto la media delle 92 città analizzate finora in Italia, che è il 47,2%.