Delle 75 attività che indicano un sito che non siamo riusciti ad aprire, 34 (45,3%) puntano a un dominio o a un server che non risponde, 19 (25,3%) aprono una pagina d'errore, 9 (12%) hanno un sito che ha fermato il nostro strumento con una protezione antibot, 8 (10,7%) indicano un profilo social o un portale al posto del sito, 3 (4%) non si collegano per un errore di rete o un timeout e 1 (1,3%) ha un indirizzo che non siamo riusciti a leggere.
Un dominio che non risponde è di solito scaduto o rimasto senza hosting; una pagina d'errore è spesso l'indirizzo di un sito rifatto o chiuso, ma rimasto sulla mappa. Tra i profili e i portali indicati al posto del sito, il più frequente è Facebook (4). Le 9 attività con un sito protetto vanno lette a parte: il server risponde con una pagina antibot (codice 403 o 202), quindi il sito probabilmente si apre per chi lo visita dal browser, ma non abbiamo potuto analizzarlo. È un limite dello strumento, non un sito rotto: contandole, le attività con un sito funzionante salirebbero al massimo a 233, il 60,4%.
La quota di link verso un dominio che non risponde è in linea con la media delle 135 città analizzate finora in Italia, che è il 47,2%.