Delle 79 attività che indicano un sito che non siamo riusciti ad aprire, 33 (41,8%) puntano a un dominio o a un server che non risponde, 17 (21,5%) indicano un profilo social o un portale al posto del sito, 11 (13,9%) aprono una pagina d'errore, 10 (12,7%) hanno un sito che ha fermato il nostro strumento con una protezione antibot, 6 (7,6%) non si collegano per un errore di rete o un timeout e 2 (2,5%) hanno un sito che ha risposto "troppe richieste" (429) al nostro strumento.
Un dominio che non risponde è di solito scaduto o rimasto senza hosting; una pagina d'errore è spesso l'indirizzo di un sito rifatto o chiuso, ma rimasto sulla mappa. Tra i profili e i portali indicati al posto del sito, il più frequente è Instagram (5). Le 10 attività con un sito protetto vanno lette a parte: il server risponde con una pagina antibot (codice 403 o 202), quindi il sito probabilmente si apre per chi lo visita dal browser, ma non abbiamo potuto analizzarlo. È un limite dello strumento, non un sito rotto: contandole, le attività con un sito funzionante salirebbero al massimo a 210, il 51,2%.
La quota di link verso un dominio che non risponde è sotto la media delle città analizzate finora in Italia.