Delle 385 attività che indicano un sito che non siamo riusciti ad aprire, 174 (45,2%) puntano a un dominio o a un server che non risponde, 61 (15,8%) aprono una pagina d'errore, 60 (15,6%) hanno un sito che ha fermato il nostro strumento con una protezione antibot, 55 (14,3%) indicano un profilo social o un portale al posto del sito, 27 (7%) non si collegano per un errore di rete o un timeout e 1 (0,3%) ha un indirizzo che non siamo riusciti a leggere.
Un dominio che non risponde è di solito scaduto o rimasto senza hosting; una pagina d'errore è spesso l'indirizzo di un sito rifatto o chiuso, ma rimasto sulla mappa. Tra i profili e i portali indicati al posto del sito, il più frequente è Facebook (13). Le 60 attività con un sito protetto vanno lette a parte: il server risponde con una pagina antibot (codice 403 o 202), quindi il sito probabilmente si apre per chi lo visita dal browser, ma non abbiamo potuto analizzarlo. È un limite dello strumento, non un sito rotto: contandole, le attività con un sito funzionante salirebbero al massimo a 998, il 51,7%.
La quota di link verso un dominio che non risponde è in linea con la media delle 80 città analizzate finora in Italia, che è il 47,5%.