Delle 51 attività che indicano un sito che non siamo riusciti ad aprire, 27 (52,9%) puntano a un dominio o a un server che non risponde, 7 (13,7%) aprono una pagina d'errore, 6 (11,8%) indicano un profilo social o un portale al posto del sito, 5 (9,8%) non si collegano per un errore di rete o un timeout, 4 (7,8%) hanno un sito che ha fermato il nostro strumento con una protezione antibot e 2 (3,9%) hanno un sito che ha risposto "troppe richieste" (429) al nostro strumento.
Un dominio che non risponde è di solito scaduto o rimasto senza hosting; una pagina d'errore è spesso l'indirizzo di un sito rifatto o chiuso, ma rimasto sulla mappa. Tra i profili e i portali indicati al posto del sito, il più frequente è Instagram (3). Le 4 attività con un sito protetto vanno lette a parte: il server risponde con una pagina antibot (codice 202 o 403), quindi il sito probabilmente si apre per chi lo visita dal browser, ma non abbiamo potuto analizzarlo. È un limite dello strumento, non un sito rotto: contandole, le attività con un sito funzionante salirebbero al massimo a 123, il 47,3%.
La quota di link verso un dominio che non risponde è sopra la media delle città analizzate finora in Italia.