Delle 152 attività che indicano un sito che non siamo riusciti ad aprire, 61 (40,1%) puntano a un dominio o a un server che non risponde, 26 (17,1%) indicano un profilo social o un portale al posto del sito, 26 (17,1%) aprono una pagina d'errore, 22 (14,5%) hanno un sito che ha fermato il nostro strumento con una protezione antibot, 12 (7,9%) non si collegano per un errore di rete o un timeout e 1 (0,7%) ha un indirizzo che non siamo riusciti a leggere.
Un dominio che non risponde è di solito scaduto o rimasto senza hosting; una pagina d'errore è spesso l'indirizzo di un sito rifatto o chiuso, ma rimasto sulla mappa. Tra i profili e i portali indicati al posto del sito, il più frequente è Instagram (9). Le 22 attività con un sito protetto vanno lette a parte: il server risponde con una pagina antibot (codice 403 o 202), quindi il sito probabilmente si apre per chi lo visita dal browser, ma non abbiamo potuto analizzarlo. È un limite dello strumento, non un sito rotto: contandole, le attività con un sito funzionante salirebbero al massimo a 430, il 57,6%.
La quota di link verso un dominio che non risponde è sotto la media delle 108 città analizzate finora in Italia, che è il 47,5%.