Delle 29 attività che indicano un sito che non siamo riusciti ad aprire, 12 (41,4%) puntano a un dominio o a un server che non risponde, 5 (17,2%) hanno un sito che ha fermato il nostro strumento con una protezione antibot, 4 (13,8%) non si collegano per un errore di rete o un timeout, 3 (10,3%) indicano un profilo social o un portale al posto del sito e 3 (10,3%) aprono una pagina d'errore.
Un dominio che non risponde è di solito scaduto o rimasto senza hosting; una pagina d'errore è spesso l'indirizzo di un sito rifatto o chiuso, ma rimasto sulla mappa. Tra i profili e i portali indicati al posto del sito, il più frequente è Facebook (1). Le 5 attività con un sito protetto vanno lette a parte: il server risponde con una pagina antibot (codice 403 o 202), quindi il sito probabilmente si apre per chi lo visita dal browser, ma non abbiamo potuto analizzarlo. È un limite dello strumento, non un sito rotto: contandole, le attività con un sito funzionante salirebbero al massimo a 114, il 53,5%.
La quota di link verso un dominio che non risponde è sotto la media delle 53 città analizzate finora in Italia, che è il 47,9%.