Delle 186 attività che indicano un sito che non siamo riusciti ad aprire, 88 (47,3%) puntano a un dominio o a un server che non risponde, 36 (19,4%) aprono una pagina d'errore, 24 (12,9%) indicano un profilo social o un portale al posto del sito, 23 (12,4%) hanno un sito che ha fermato il nostro strumento con una protezione antibot, 10 (5,4%) non si collegano per un errore di rete o un timeout e 5 (2,7%) hanno un sito che ha risposto "troppe richieste" (429) al nostro strumento.
Un dominio che non risponde è di solito scaduto o rimasto senza hosting; una pagina d'errore è spesso l'indirizzo di un sito rifatto o chiuso, ma rimasto sulla mappa. Tra i profili e i portali indicati al posto del sito, il più frequente è Instagram (13). Le 23 attività con un sito protetto vanno lette a parte: il server risponde con una pagina antibot (codice 403 o 202), quindi il sito probabilmente si apre per chi lo visita dal browser, ma non abbiamo potuto analizzarlo. È un limite dello strumento, non un sito rotto: contandole, le attività con un sito funzionante salirebbero al massimo a 355, il 48,5%.
La quota di link verso un dominio che non risponde è in linea con la media delle città analizzate finora in Italia.