Delle 197 attività che indicano un sito che non siamo riusciti ad aprire, 68 (34,5%) puntano a un dominio o a un server che non risponde, 49 (24,9%) aprono una pagina d'errore, 38 (19,3%) hanno un sito che ha fermato il nostro strumento con una protezione antibot, 21 (10,7%) indicano un profilo social o un portale al posto del sito, 14 (7,1%) non si collegano per un errore di rete o un timeout e 1 (0,5%) ha un indirizzo che non siamo riusciti a leggere.
Un dominio che non risponde è di solito scaduto o rimasto senza hosting; una pagina d'errore è spesso l'indirizzo di un sito rifatto o chiuso, ma rimasto sulla mappa. Tra i profili e i portali indicati al posto del sito, il più frequente è Instagram (9). Le 38 attività con un sito protetto vanno lette a parte: il server risponde con una pagina antibot (codice 403 o 202), quindi il sito probabilmente si apre per chi lo visita dal browser, ma non abbiamo potuto analizzarlo. È un limite dello strumento, non un sito rotto: contandole, le attività con un sito funzionante salirebbero al massimo a 480, il 49,6%.
La quota di link verso un dominio che non risponde è sotto la media delle 150 città analizzate finora in Italia, che è il 46,9%.